Ciao 👋 Sono Fabio Pasquale
Ingegnere informatico e imprenditore.
Aiuto i professionisti a ripensare il modo in cui lavorano, guadagnano e vivono.
Se sei qui, probabilmente abbiamo già qualcosa in comune.
Anche se non ci siamo mai incontrati, stai cercando qualcosa che va oltre un lavoro tradizionale, oltre una vita costruita sulle aspettative degli altri.
Stai cercando libertà. E so esattamente come ci si sente. Ci sono passato anch'io.
Per anni ho lavorato sodo, guadagnato bene — eppure ogni mattina mi svegliavo con la sensazione che stessi costruendo il sogno di qualcun altro, non il mio. Finché un giorno ho smesso di aspettare e ho deciso che c'era qualcosa di più.
Che tu stia ancora cercando la tua strada o che tu abbia il desiderio di dare una svolta alla tua vita — sei nel posto giusto.
La mia storia inizia qui →
La mia storia in dettaglio
Sono nato a Campobasso, una piccola città del Molise dove tutti si conoscono e la vita scorre lenta. Non esattamente il posto in cui un ragazzo cresce sognando di diventare imprenditore. Eppure grazie ai frequenti viaggi di lavoro dei miei genitori, ho conosciuto il mondo molto prima di studiarlo sui libri. Ed è stato proprio in uno di quei viaggi che ho avuto la fortuna di conoscere Jim Rohn, il filosofo del business americano che ha formato una generazione intera di imprenditori, fra tutti anche Tony Robbins. Partecipare ai suoi corsi e seminari ha avuto un impatto enorme sulla mia vita. Per la prima volta ho imparato una filosofia di vita che purtroppo non si insegna nei banchi di scuola.
Il mio primo lavoro è stato in banca, come sviluppatore software. Finalmente potevo servirmi della mia passione per risolvere problemi reali, semplificare processi, automatizzare attività, rendere le cose più efficienti. Era quello che amavo fare. Ma fuori da quella scrivania, il mondo stava cambiando a una velocità che non avevo mai visto prima. Steve Jobs stava ridisegnando il modo in cui le persone comunicavano, lavoravano, vivevano. Facebook stava diventando qualcosa di molto più grande di una chat per universitari. Oltreoceano stava nascendo qualcosa di enorme.
Nel mio ambiente lavorativo tutto questo era visto con diffidenza — come se fosse una minaccia, non un'opportunità. Io invece sentivo che lì fuori c'era qualcosa di più. E quella sensazione, giorno dopo giorno, diventava sempre più difficile da ignorare.
È stato proprio in quel periodo che mi sono reso conto che in Italia l'innovazione tecnologica era vista come una minaccia più che un'opportunità. Modelli di business obsoleti e una visione sul futuro alquanto limitata mi avevano fatto capire che quello non era il posto ideale per crescere. Eppure avevo tutto: un posto sicuro, uno stipendio fisso, una vita prevedibile. Ma quella sensazione che c'era molto di più di quella routine non mi abbandonava. Così ho fatto la scelta più difficile, guidato dalla convinzione che accontentarsi oggi significasse rimpiangere domani.
Ho deciso di andare negli Stati Uniti per imparare dai migliori. Ho seguito corsi con Anthony Robbins, Harv Eker, Joel Roberts, Andrew Lock. Ho avuto il privilegio di lavorare fianco a fianco con Alex Mandossian, uno dei più grandi esperti di marketing online al mondo. Ogni esperienza mi ha dato una prospettiva completamente diversa — sul business, sulla crescita personale, e su cosa fosse davvero possibile costruire.
Tornato in Italia, ho avuto l'opportunità di lavorare su un progetto Google in collaborazione con la Camera di Commercio per la digitalizzazione delle imprese italiane. Centinaia di aziende, settori diversi, problemi reali. Finalmente potevo mettere a lavoro tutto quello che avevo imparato.
A 28 anni ho lanciato la mia prima attività. Zero capitali iniziali, solo la voglia di farcela e la decisione di non aspettare il momento perfetto. Da una scommessa, con il duro lavoro e tanti sacrifici, sono riuscito a costruire un'attività che oggi genera oltre 1 milione di euro l'anno — senza uffici, senza dipendenti, e in modo quasi completamente automatizzato.
Nel frattempo ho scoperto che la cosa che mi dava più soddisfazione non era il fatturato — era vedere le altre persone ottenere risultati. Ho formato centinaia di persone, affiancandole nel costruire la loro indipendenza professionale. Da quella passione è nata la mia attività di consulenza, con cui oggi lavoro a fianco di professionisti e imprenditori che vogliono costruire un business digitale partendo dalle competenze che già hanno.
Le sfide sono tante, la mission è sempre la stessa: avere un impatto positivo nella vita di altre persone. Questo è il mio tentativo di lasciare un segno positivo nel mondo. Il resto della storia la stiamo ancora scrivendo — e sono contento che anche le nostre strade si siano incrociate.
Fatti notare.